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Il filosofo di questo capitolo.
     
Gottfried Wilhelm Leibniz (1646-1716)(48). "Ancora molto giovane,
il  20 marzo del 1663, ottenne il baccalaureato in filosofia  e  un
anno pi tardi, nel gennaio del 1664, il magistero. In seguito, nel
contesto  dei suoi studi giuridici, programm di abilitarsi  e  nel
1666,  sulla base dei suoi eccellenti lavori, si candid al  titolo
di  dottore,  cosa che a quel tempo avrebbe in pratica  significato
l'inserimento  ordinario nel corpo docente  dell'Universit.  [...]
non  gli  mancarono le offerte di assumere l'incarico di professore
universitario. Ma disprezzava l'aria della scuola e  scelse  invece
di  vivere  nel gran mondo: si rec presso le corti  e  nei  centri
della vita pubblica e politica. La sua grande e non comune forza di
penetrazione  spirituale lo rese dovunque  un  ambto  consigliere,
mediatore,  ambasciatore e promotore. Fu dunque a  Norimberga  e  a
Francoforte sul Meno, quindi per lungo tempo a Magonza  alla  corte
del  vescovo  e  infine in viaggio a Parigi,  in  Inghilterra  e  a
Vienna.  Fece  la  sua  comparsa in molte grandi  citt  europee  e
dovunque riusc a intessere contatti con le menti pi progredite  e
illuminate del suo tempo, statisti, scienziati e inventori di tutti
i generi.
Infine  nel  1676,  ancor  giovane ma gi  temprato  da  molteplici
esperienze  di  mondo, giunse alla corte di Hannover,  dove  svolse
l'attivit  di  storico  di  corte  e  di  consigliere  politico  e
giuridico.  Ricevette l'incarico di scrivere la storia  della  casa
guelfa e a questo noioso compito dedic il suo impegno per tutta la
vita. Certo, un genio della sua statura non poteva essere un ospite
comodo  in una corte cos grande e importante del suo tempo, perci
la  grande autonomia ed energia con cui perseguiva i suoi obiettivi
spirituali,  politici e, bisogna aggiungere,  anche  teologici,  fu
molto spesso oggetto di attriti che, alla fine, lo condussero a una
certa solitudine e amarezza. Pressato costantemente dalla corte che
lo  aveva  assunto, dovette dedicare sempre pi tempo  al  titanico
lavoro di quella storia dei guelfi che egli, per la prima volta - e
anche in questo caso il suo lavoro apr quasi un'epoca -, cerc  di
costruire  sulle ampie fondamenta degli studi archivistici.  Sempre
svolgendo  questo  lavoro, mor all'et di quasi settant'anni,  nel
1716.
In vita pubblic una miriade di piccoli lavori su riviste dotte, ma
non  pubblic  mai una esposizione che riassumesse  il  suo  intero
universo  spirituale. Lui vivente apparvero solamente pochi  libri,
in particolare l'universalmente nota Teodicea, lo scritto nel quale
volle  dimostrare la giustizia e la bont divina rispetto  al  male
del nostro mondo".
La  tesi di baccalaureato del 1663, De principio individui,    una
sorta  di  anticipazione della sua futura concezione  monadologica.
Nel  1665  pubblic  due  parti  della  sua  dissertazione  per  il
dottorato  in  legge:  De condicionibus, specimen  certitudinis  in
iure.  Nel 1666 pubblic i suoi primi scritti di logica matematica:
Disputatio  arithmetica de complexionibus  e  Dissertatio  de  arte
combinatoria; la cui tesi  che i nostri concetti sono composti  da
idee semplici che - come le lettere dell'alfabeto e i fattori primi
-  possono  essere combinate fra loro, secondo regole  determinate,
per  cui  si  dovrebbe arrivare a una logica  capace  non  solo  di
dimostrare  la  verit di ogni proposizione, ma  anche  di  trovare
nuove  verit.  Nel  1667  scrisse un  trattato  di  didattica  del
diritto:  Nova methodus discendae docendaeque jurisprudentiae.  Nel
1668  scrisse  una memoria di tipo politico in favore dell'elezione
di  Filippo  Guglielmo  di Neuburg al trono  di  Polonia:  Specimen
demonstrationum politicarum pro eligendo Rege Polonorum.  Nel  1669
pubblic due scritti di tipo politico-teologico: Confessio  naturae
contra Atheistas e Defensio Trinitatis per nova reperta logica. Nel
1670 inizi la stesura di un trattato di fisica, Hypothesis physica
nova,  diviso  in  due  parti: Theoria motus  concreti,  che  venne
inviata  alla  Royal Society di Londra, e Theoria motus  abstracti,
inviata  all'Accademia  delle Scienze di Parigi.  Sempre  nel  1670
scrisse  una  memoria sulla situazione politica tedesca,  Securitas
Publica, interna et esterna, nella quale propugnava l'idea  di  una
federazione dei ducati tedeschi poggiante su un

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patrimonio  comune  di  idee morali e postulava,  perci,  l'unione
delle  diverse Chiese cristiane. Nel 1676-1678 lavor alla  stesura
di  un trattato di diritto naturale: Elementa iuris naturalis.  Nel
1683    pubblic   un   violentissimo   pamphlet    contro    Luigi
quattordicesimo, re di Francia: Mars Christianissimus, ou  Apologie
des  armes  du Roy trs Chrestien contre les Chrestiens.  Nel  1684
pubblic  nella  rivista "Acta Eruditorum", che egli  stesso  aveva
fondato due anni prima, la memoria sul calcolo infinitesimale  Nova
methodus  pro  maximis  et  minimis. Sulla  stessa  rivista  e  nel
medesimo  anno uscirono le Meditationes de cognitione, veritate  et
ideis.  Nel 1685 scrisse un breve abbozzo della storia della Terra,
la  Protogea. Nel 1686 stese la prima esposizione unitaria del  suo
sistema,  il  Discours  de Mtaphysique, e un  breve  saggio  sulla
fisica  cartesiana, Brevis demonstratio erroris mirabilis Cartesii.
Nel  1688 torn a scrivere contro Luigi quattordicesimo: Rflexions
sur  la  dclaration de la guerre que la France a faite  l'Empire.
Nel  1693  pubblic il Codex iuris gentis, una raccolta di trattati
ed  atti  pubblici riguardanti la storia tedesca dal 1000 al  1600.
Nel  1695,  sul  "Journal  des Savants", usc  il  celebre  Systme
nouveau  de la nature et de la communication des substances,  aussi
bien que de l'union qu'il y a entre l'me et le corps. Nello stesso
anno,  negli "Acta Eruditorum", venne pubblicata una sintesi  delle
sue  idee sulla dinamica: Specimen dynamicum. Tra il 1703 e il 1705
si  dedic  alla  stesura  dei Nouveaux  Essais  sur  l'entendement
humain. Nel 1707 pubblic gli Scriptores rerum Brunsvicensium,  una
raccolta  di documenti sulla storia della casata di Brunswick.  Nel
1710  e  nel  1711  uscirono il secondo e  il  terzo  volume  degli
Scriptores rerum Brunsvicensium. Nel 1710 uscirono anche gli Essais
de  Thodice  sur  la  bont de Dieu, la  libert  de  l'homme  et
l'origine  du  Mal.  Nel  1714 scrisse i  due  celebri  sommari  di
filosofia, Principes de la Nature et de la Grce fonds en raison e
Principes  de  philosophie, noti con il titolo di Monadologia  dato
dal  traduttore tedesco. Esiste inoltre una vastissima raccolta  di
Lettere  che Leibniz scambi con i pi importanti filosofi, teologi
e scienziati del suo tempo.
